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| Codice ID | 978-88-6851-003-9 |
|---|---|
| Autore/i | Sardus & Pater |
| Editore | Arkadia editore |
| Edizione | 2013 |
| Pagine | 80 |
| Formato | 10 x 15 cm |
| Rilegatura | Brossura e cucitura filo refe |
| Collana | Fuori collana |
| Genere | Varie |
| Supporto | Cartaceo |
| Lingua di pubblicazione | Italiano |
L'operaI capisaldi della letteratura sarda come mai li avete letti prima. Opere indimenticabili come "Il baroniese rampante", "Mac Bette" o l´epico "I Bruttavoglia". Le grandi sciagure a volte hanno enormi meriti storici. È il caso di Pompei, che dalla immane eruzione del Vesuvio fu trasformata in una miniera di informazioni e testimonianze inestimabili. E così è stato anche per l´abolizione dei contributi regionali all´editoria: un enorme catalogo di romanzi e saggi sardeschi, destinato a essere pubblicato alla spicciolata per finire poi dimenticato nei magazzini dell´assessorato o in tristissimi pacchi dono natalizi, fu congelato un istante prima della stampa. Quei libri li abbiamo ritrovati così, tutti insieme, dimenticati: un corpus unico, omogeneo, che nell´arco di 100 titoli descrive la parabola della nouvelle-nouvelle vague della narrativa isolana. Ci restano i titoli e le sinossi, indizi sufficienti per intravedere almeno il bagliore di opere come Pirri Calzelunghe e Il libro della giunta, e per rimpiangere il lascito di autori come Italo Calvisi e Thomas Mannu. |