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Usini. Ricostuire il passato

una ricerca internazionale a S“Elighe Entosu

£32.30 Usini. Ricostuire il passato
Codice ID 978-88-7138-585-3
Autore/i Maria Grazia Melis
et al.
A cura di Maria Grazia Melis
Illustratore/i Romana - et al. Cappai
Editore Carlo Delfino editore & C.
Edizione 2010
Pagine 316 (illustrato)
Formato 21 x 30 cm
Rilegatura Brossura con lembi e cucitura filo refe
Genere Storia, biografie e araldica, archeologia e preistoria
Supporto Cartaceo
Lingua di pubblicazione Italiano, Inglese, Francese

L'opera

Questo volume costituisce il bilancio preliminare di un Progetto di ricerca voluto dall“Amministrazione comunale di Usini e coordinato da Maria Grazia Melis, docente di Paletnologia presso l“Università di Sassari, e da André d“Anna del CNRS -UMR 6636-Lampea, personaggio di primo piano nel panorama degli studi della preistoria europea. Il fine dichiarato del Progetto era quello di «ricostruire il passato» di Usini attraverso l“analisi dei dati disponibili, del censimento capillare delle emergenze archeologiche del territorio ed in particolare sui risultati dello scavo delle domus de janas della necropoli di S“Elighe Entosu. Il volume, curato da Maria Grazia Melis, di 285 pagine corredato da 112 figure e numerose tabelle e documenti informatici, è composto da cinque capitoli per complessivi 26 contributi di studiosi italiani e francesi: nove, compreso quello delle Conclusioni, si devono alla stessa Melis per un totale di 109 pagine; un articolo è opera di André d“Anna, Jean Louis Guendon, Florian Soula, due sono a doppia firma mentre i rimanenti 14 lavori sono individuali. Si contano 18 autori, in gran parte giovani studiosi, dato, questo, che costituisce uno dei tanti pregi dell“opera. L“arco cronologico abbraccia un periodo compreso fra il Neolitico e il Medioevo con una netta prevalenza della parte preistorica. Il volume si apre con una documentata e serrata storia degli studi del territorio di Usini (Maria Grazia Melis) che, partendo dalle esili e generiche notizie dell“Angius (1833) e del Taramelli (1940) -indicative di un“area per lungo tempo ai margini della ricerca archeologica -, testimonia dell“interesse crescente, a partire dagli anni “60 del Novecento, da parte di numerosi e qualificati studiosi. Fra gli altri vengono ricordati Editta Castaldi (1969, 1975) per le ricerche sulle domus a prospetto architettonico, Èrcole Contu per le notizie sulle necropoli di S“Elighe Entosu e Molineddu, Giuseppe landa per lo studio della domus di Santa Caterina, Giovanna Meloni per un quadro generale sull“ipogeismo del territorio nell“ambito del più ampio contesto della Sardegna centro-settentrionale. A Franco Germana si deve poi l“analisi dei resti scheletrici rinvenuti nell“ipogeo di S“Iscia e sas Piras (1973, 1980, 1995), mentre di Fulvio lo Schiavo si segnala lo studio dell“importante ripostiglio di bronzi nuragici di S“Adde s“Ulumu (1985-86, 2009). Inoltre, apprezzamento viene poi riconosciuto a Giampiero Sanno, «un appassionato cultore di storia e tradizioni locali», autore di una utile sintesi dei risultati delle ricerche condotte dal Gruppo Culturale Usinese (1992). In questo studio vengono realizzate carte di distribuzione con l“indicazione di 42 siti prenuragici, 25 nuragici e 24 di età punica-romana-medievale: un lavoro realizzato «con rigore e metodo». (dalla presentazione di Alberto Moravetti)

Usini. Ricostuire il passato

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