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Manlio

Romanzo contemporaneo

£17.00 Manlio
Codice ID 978-88-7538-104-2
Autore/i Giuseppe Garibaldi
Editore Paolo Sorba Editore
Edizione 2018
Pagine 384 (illustrato)
Formato 17 x 24 cm
Rilegatura Brossura con lembi e incollato
Genere Narrativa
Supporto Cartaceo
Introduzione Marziano Guglielminetti
Lingua di pubblicazione Italiano

L'opera

L“ultimo romanzo scritto da Giuseppe Garibaldi, Manlio, è rimasto per più di cento anni inedito. Il corposo manoscritto è stato pubblicato, infatti, solo in occasione del centenario della morte dell“Eroe, nel 1982. Da quel momento i contributi a convegni e riviste specializzate dedicati al Garibaldi scrittore e romanziere hanno incluso anche quest“opera, assieme ai tre primi romanzi del Generale ormai a riposo e fattosi scrittore: Clelia, il governo dei preti, Cantoni il volontario, I Mille, pubblicati tra il 1870 e il 1874. Ci sono molte considerazioni da farsi sul Manlio, oltre al genere letterario nel quale collocarlo: "romanzo contemporaneo" lo vuole l“autore, categoria incerta. Chi potrebbe dirne meglio di uno studioso come Marziano Guglielminetti, la cui prefazione è illuminante? Questo volume la riproduce interamente. La storia del manoscritto, ancora controversa, è legata ai famigliari che hanno condiviso gli anni dell“isolano intensamente dedicati alla scrittura, dal 1873 al 1881. Vi è in ogni modo da rivalutare quel testo dimenticato che comporta tanti elementi biografici: è quello che direttamente completa il più bel libro di Garibaldi, le Memorie, ma è scritto più liberamente, come alleggerito dagli impegni della vita, ed è scritto per un fanciullo, l“ultimo figlio che nasce allora, Manlio, che accompagna con la prima infanzia gli ultimi anni del padre. Se la Sardegna è come un“infanzia, se la casa di Caprera è, al dire di Elio Vittorini, come il sogno di un bambino, questo romanzo, Manlio, è per un bambino nel quale l“autore ripone le sue speranze: il figlio di un marinaio, discendente di una stirpe di marinai liguri, al quale si assegna il compito di continuare la "razza". Lo scritto della vecchiaia malinconica di un uomo conosciuto e riconosciuto come eroe nel mondo intero, è fresco, fiducioso nell“anima immortale, in un futuro che affida alle virtù che si trovano naturalmente negli uomini di mare, che non sono corrotti dalla società. E un testamento, un atto d“amore verso l“umanità che merita una lettura attenta, oltre lo stile, le parole, il vocabolario marinaresco, e commuove. Garibaldi scrive finché riesce a farlo. Non vuole cedere, la penna trema. E un addio. Il suo messaggio è valido per i giorni nostri. Seppur tanto si sia scritto di Garibaldi, è bene, come consiglia Marziano Guglielminetti, rileggere Garibaldi stesso. Ogni lettore può valutare l“opera a modo suo, ma non dubitare dell“onestà d“intenti e della devozione al bene dell“umanità dell“autore.

Manlio

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