The work
Un mondo, quello musulmano, necessariamente votato, quasi costretto si potrebbe dire, al movimento, e che tuttavia, fra i tanti pregiudizi di cui ha sofferto soprattutto nel passato, è stato accusato di essere immobile, chiuso in se stesso, incapace di apertura e confronto pacifico. II principale obiettivo di questo lavoro è proprio quello di confutare l“immagine pregiudizievole di un Islam “immobile“, civiltà del fatalismo, dell“autoreferenzialità, della chiusura - che molti addirittura fanno risalire a quella antichissima delle “porte“ dell“interpretazione giuridico-teologica. Ciò che emerge da questo lavoro è invece un mondo (o forse si dovrebbe usare più correttamente il plurale) sì fortemente connotato e profondamente tradizionalista, ma anche in continuo movimento: per assolvere obblighi rituali, per ricercare la conoscenza, per visitare i luoghi del misticismo, per esplorare e conquistare, per raggiungere centri di potere e di cultura, per aprirsi nuovi mercati.
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