The work
Il Condaxi Cabrevadu, compilato nel 1533, proviene dal Convento di San Martino di Oristano e, insieme al più noto Brogliaccio, fornisce una importante testimonianza sulla costituzione e sulla gestione del patrimonio immobiliare del Monastero oristanese. Nelle prime carte vengono trascritti ed autenticati alcuni atti, relativi a donazioni di epoca giudicale a favore del Convento di San Martino di Oristano; in quelle successive vengono invece riaffermati e comprovati, mediante la convocazione e la testimonianza degli attuali proprietari o fittavoli, i diritti vantati dal Convento su alcune proprietà immobiliari. I documenti di maggior interesse contenuti nel Condaghe sono due atti di donazione risalenti al periodo giudicale e datati rispettivamente 1228 e 1326: la donazione di Pietro II de Lacon, che attribuisce al Monastero il completo possesso di numerosi saltos et montes, e lŽatto di Mariano IV de Bas Serra riguardante la cessione di un corso dŽacqua, il riu de Missas, con i relativi diritti sulle peschiere. Tuttavia, gli anacronismi storici e linguistici contenuti in entrambi i documenti ne dimostrano la falsità e suggeriscono piuttosto una loro collocazione cronologica in anni compresi tra la fine del XV e lŽinizio del XVI secolo. Notevole è inoltre lŽapporto, fornito dal Condaxi, per la conoscenza della lingua sarda; due le caratteristiche fondamentali che connotano il modus scribendi del nostro testo: il rispetto, da una parte, di una rigida formularità, propria del linguaggio ŽburocraticoŽ e notarile, con la conseguente ŽitalianizzazioneŽ delle strutture sintattiche e del lessico, dallŽaltra la forte compresenza, a livello lessicale, di tutta una serie di prestiti, dallo spagnolo, dal catalano e, soprattutto, dallŽitaliano, che conducono ad una lingua ŽibridaŽ, in cui i tratti prevalenti di tipo logudorese si mescolano a quelli ora propri dellŽarea campidanese. Lingua tecnica e settoriale dunque, ma rivitalizzata dalla presenza di tratti del registro colloquiale, lingua ŽvivaŽ proprio per la sua capacità di amalgamare quelle componenti culturali e linguistiche che caratterizzano la Sardegna del Cinquecento.
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