| ID Code | 978-88-87088-85-4 |
|---|---|
| Author/s |
Virgilio Fantuzzi et al. |
| By | Alessandro - Naitza Macis |
| Publisher | Cuec Editrice |
| Edition | 1999 |
| Pages | 192 (illustrated) |
| Size | 15 x 21 cm |
| Bookbinding | Stitched paperback binding |
| Series | L´alambicco / cinema |
| Genre | Music, performing arts |
| Format | Paper |
| Release language | Italian |
The workQuesto volume è parte integrante della rassegna ´Sergio Citti, il cinema tra mito e realtà´ che si è svolta a Cagliari a cavallo dei mesi di ottobre e novembre ‘99. [...] Perché una rassegna e un libro su Sergio Citti? Per mettere un punto fermo, prima di tutto: ricordare al distratto cinema italiano che il regista romano ha una statura d´autore, una sua autonomia creativa e un marchio d´originalità mentre pigramente si tende a ingabbiarlo fra gli epigoni di Pasolini. Probabilmente è stata mal sopportata l´anarchia di Citti, l´intrusione di un proletario, anzi di un borgataro, nel mondo della cultura borghese, di un artista libero nel raccontare storie aggrappate ad un codice genetico - quello del meridione e della periferia - cancellato dall´omologazione. C´era insomma da sostenere un risarcimento pronto cassa nei confronti di Citti, poco frequentato dalla bibliografia (solo un libretto e una sceneggiatura pubblicati) nonostante una carriera quasi trentennale da regista - più gli anni della gavetta e delle collaborazioni - che ha attraversato con coerenza crisi e sfaceli del cinema tricolore. Questi argomenti sono tutti nella prima parte del libro, dove Virgilio Fantuzzi ripercorre, tra analisi e ricordi, la vicenda umana e artistica di Citti, Emiliano Morreale ne rivendica la caratteristica di un cinema orale scomodo, concetto ribadito da Goffredo Fofi che lo definisce contastorie, mentre Antonio Pascale punta sulle periferie e sul degrado urbano che i film ci fanno scoprire; e, infine, David Grieco ricorrendo ad aneddoti e curiosità pescati nella loro lunga amicizia ci avvicina all´uomo Citti. La seconda parte è una rapida intrusione nella bottega dell´artigiano: soggetti e sceneggiature, alcuni inediti, di Sergio Citti. Per capire dove pulsa il suo cinema: ovvero la forza del racconto, di una storia semplice, profonda, umana che sappia conquistare. Ecco perché, dovendo scegliere un titolo per il libro, è venuto spontaneo parafrasare una celebre battuta di John Ford, altro popolare affabulatore: ´Mi chiamo Sergio Citti, racconto storie´. |