L'opera
Studio sulle origini, la genetica, la diffusione, il comportamento, la riproduzione, la morfologia e l“osservazione del cervo sardo. Frutto di un lungo lavoro bibliografico sull“evoluzione del genere Cervus, dalle origini asiatiche all“Isola di Sardegna, attraverso un lungo viaggio evolutivo, che termina nelle selvagge foreste dell“isola, conservato nei millenni, quasi prossimo all“estinzione negli anni ottanta, oggi rivive grazie ad una fruttuosa campagna di salvaguardia e ripopolamento. Quale sarà il futuro di questa specie? Sull“origine della presenza del Cervus elaphus in Sardegna esistono diverse e contrastanti teorie. Vi sono tracce risalenti alla seconda glaciazione (500.000 - 250.000 anni fa) di fossili di cervidi assieme ad altri mammiferi quali cinghiali antilopi e un canide arcaico (Cyon sardus), orso volpe e scimmia (Ophtalmomegas lamarmorae). Durante la seconda glaciazione (Pleistocene medio) la Sardegna e la Corsica erano unite tra loro e separate dalla penisola da un breve tratto di mare con acque basse facilmente attraversabile. Ne è testimonianza il ritrovamento di fossili di Megaceros verticornis rinvenuti in Lazio toscana e Sardegna. Fossili di Megaceros cazioti sono stati rinvenuti nella grotta Corbeddu di Oliena. Il Megaceros ebbe diverse vie evolutive in Corsica e Sardegna, ma le teorie più accreditate attualmente dicono che si estinse in epoca neolitica a causa della caccia indiscriminata. Il genere Cervus si sarebbe originato intorno al Pliocene inferiore (5Mil. di anni fa). Di certo esistono numerose testimonianze risalenti all“epoca nuragica di rappresentazioni di cervo, sia in oggetti di bronzo, quali le navicelle nuragiche che mostrano protome di cervo ad ornare la prua dell“imbarcazione, e nelle armi spesso ricorre la figura del cervo.
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