The work
NellŽininterrotto specchiarsi tra mondo umano e mondo animale, lŽoperosità e la parsimonia delle formiche si impongono da subito come esempi da seguire. Dopo questa mitizzazione del più dark tra gli insetti, non stupisce il costante interesse da parte di letteratura, cinema, animazione e arte. Doverosa e coerente anche lŽinterpretazione di Claudio Abate che alle "signore in nero" dedica una mini-serie di otto fotografie dove alla singola formica segue, in un crescendo, praticamente lŽintero formicaio; un racconto visivo del minimo, comune e multiplo della quotidianità, ritratto di quel microcosmo che giornalmente calpestiamo - fisicamente e simbolicamente - senza provare alcun rimorso. La breve narrazione è declinata attraverso contrasti visivi essenziali in cui la vibrazione cromatica dal bianco al nero oscilla diventando via via più intensa, claustrofobica nella coincidenza tra tutto e niente. La forma-formica si spoglia dellŽidentità imenottera per assurgere a puro segno grafico trasformando le fotografie in un insieme di ideogrammi ancora da decifrare. Il messaggio oltrepassa lŽinsetto e si esprime come pura sperimentazione formale, volontà di vergare la dimensione-pagina, di rendere significante il vuoto, di riempirlo fino a vanificarlo con un effetto che supera il pericolo dellŽornamento grazie al moto, alla tensione del procedere delle formiche.
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