The work
Il libro, frutto della fantasia malata dellŽautore, è composto come un mosaico. Ogni tessera è un quadro a sé, ma è anche elemento indispensabile per la costruzione di una figura più complessa. Si usa lŽironia, la satira, il parossismo per descrivere tic, modi di essere, di fare e di vivere dentro la comunità politica del Partito Democratico e, a volerla vedere in modo più complessivo, allŽinterno dei gruppi politici e sociali organizzati. La prefazione, manierata e modulata secondo il parlato, è affidata a un redivivo Massimo DŽAlema che sferza lŽautore con gelido sarcasmo sulla sostanziale inutilità della denuncia, della satira e finanche del trivio. Poi è un susseguirsi di scene e di personaggi: in ŽFenomenologia democraticaŽ si incontrano, allŽinterno di una sede, i personaggi che popolano la variegata zoologia democratica. Si conoscono così ŽlŽuomo col cappelloŽ e ŽlŽuomo col cappottoŽ, Žil giovanevecchioŽ e Žio in quanto donnaŽ, ŽlŽuomo col maglione rossoŽ e il segretario di sezione. Al Bar Sport oltre a Vincenzo coi suoi baffoni a manubrio alla Vercingetorige incontriamo lŽuomo chiamato Cavallo che nitrisce a comando, zia Furicca che va a prendere il nipote che perde tempo dietro la politica, il Sergente Hartman Migliacagna, Nico Strampo e Vanio Balzio, il Ragionier Pandulfo, Amintore e Palmiro i due bimbiminkia democratici mentre alla radio fiammeggia lŽorchestra di Raul Casadei. Ad ogni personaggio sarà dedicato un ritratto che, come detto, andrà a comporre la complessità del mosaico. Poi avremo a che fare con strani androidi che popolano la galassia democratica, come lŽandroide democristiano orfano del ŽGoverno TambroniŽ o lŽaltero socialista orfano dello Statista di Sigonella. E poi il proto-comunista reduce da una gita in Polonia nel 1972 e che confonde ŽlŽorganizzazione con la setta, lŽunanimità con lŽunanimismo, il Partito con lŽaccolitaŽ. E della organizzazione fanno sicuramente parte i ŽProni ViriŽ, il Tesoriere Gianni Budget-Rozzo e gli ŽIncappucciati della FondazioneŽ. Ma in ogni organizzazione cŽè bisogno di una mente e di idee delegate al Filosofo del Pd o al Celenterato sfuggente giovine che riesce a mimetizzarsi nelle secche dellŽorganizzazione. Il libro finisce con una rivisitazione della celebre ŽHo visto le menti migliori della mia generazioneŽ di Allen Ginsberg che diventa ŽHo visto le menti migliori della de-generazione democraticaŽ. Lì si incontrano Hipster Testadangelo Bersani e Rosee Mani di fata Bindi, il partigiano George e Jasper Cipster Renzi che si purgatoriano il torace in attesa delle prossime primarie.
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